S&P frena le aspettative degli italiani su mutui e prestiti

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Oltre a Governi e banche, anche i cittadini sono preoccupati per il declassamento dell’ area Euro da parte dell’ agenzia di rating Standart&Poor’s. Gli italiani vedono raddoppiata la fatica per uscire dalla crisi economica.

Chi aveva riposto nel 2012 grandi propositi, quali l’ acquisto di una casa nuova grazie a un mutuo, oppure di un’auto nuova con l’ aiuto di prestiti vantaggiosi, dovrà ora fare i conti con i nuovi orizzonti stabiliti dal declassamento. E a farne le spese maggiori sono i giovani, su cui grava un tasso di disoccupazione del 30%, che vedono stroncati i loro progetti dai no delle banche. Se non altro l’ Italia non è sola in questo triste cambiamento.

Il declassamento ha riguardato infatti numerosi protagonisti dell’ Eurozona, come la Francia, che ha perso la tripla A. L’ Italia invece ha subito un declassamento di due livelli, passando da A a BBB+: un giudizio che pesa non poco sulle possibilità degli italiani di venir fuori dalla grave crisi economica. Gli effetti più gravi per i cittadini sono quelli che potrebbero venire dal giudizio di Standard & Poor sui singoli istituti bancari.

Un declassamento potrebbe infatti causare una maggiore difficoltà per gli istituti di credito ad ottenere finanziamenti e di conseguenza una stretta nel credito ai consumatori. Se questo dovesse succedere, gli spread su mutui e prestiti raggiungerebbero livelli esorbitanti, tanto da diventare inaccessibili per la maggior parte degli italiani.

A scongiurare il peggio è intervenuta la Bce, che con il sostegno ai Titoli di Stato Italiani è riuscita a mantenere lo spread al di sotto dei livelli massimi. Ma le cose potrebbero ulteriormente peggiorare dopo il giudizio di un’altra agenzia di rating, per esempio Moody’s.

In questo contesto, l’ Abi ha auspicato che “Bce e Autorità di vigilanza riconsiderino da subito l’ utilizzo dei rating esterni nelle loro procedure e nei modelli di valutazione”.

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